DIRETTRICE DEL FESTIVAL
Maria Felice Pacitto
Biografia
Tra i promotori della Neuroetica, da tempo ha dato luogo ai Convegni Cassinati di Neuroetica ed ha creato la Scuola di Alta Formazione in Neuroetica aperta agli allievi della scuola secondaria. Il suo lavoro spazia dalla riflessione filosofica morale all’indagine dei modelli terapeutici muovendosi tra filosofia, fenomenologia e neuroscienze, Tra i suoi libri: Dal sentire all’essere (magi, 2007),Buoni si nasce soggetti etici si diventa (Pendragon, 2009), L’uomo che provò a capire mente e cervello: Freud tra biologia, ermeneutica e neuroscienze (Guida 2017). Ha curato il volume Neuroetica, Convegni cassinati (Aracne, 2020)


Giorgio Vallortigara
Dai corvi di san Benedetto a quello che oggi sappiamo della mente
CIMeC, Centre for Mind/Brain Sciences, Università di Trento
In anni recenti abbiamo assistito allo sviluppo tumultuoso delle neuroscienze, grazie soprattutto alla messa a punto di sofisticate tecniche per l’analisi dell’attività cerebrale, sia a livello molare (come nel neuroimaging umano) sia soprattutto a livello cellulare e molecolare combinando modelli animali e metodologie di imaging ottico e di neurogenetica. Ciò ha consentito la spettacolare crescita di una ricchissima fenomenologia associata all’attività del cervello e ai suoi prodotti – i processi cognitivi e il comportamento – e alla possibilità di una loro modificazione sempre più fine. Purtroppo questi sviluppi non trovano corrispondenza nella nostra comprensione teoretica di come funzioni la vita mentale. In che cosa consista precisamente un ricordo, o quale sia la natura dei meccanismi che determinano le nostre esperienze al momento ci è ignoto. Non abbiamo idea di quale sia il codice che consente di codificare i fatti dell’esperienza nel cervello. Cosa possiamo sperare di sapere del cervello in futuro, e come potremmo immaginare il cervello del futuro?
Biografia
Giorgio Vallortigara è professore di Neuroscienze presso il Centre for Mind-Brain Sciences dell’Università di Trento, di cui è stato anche direttore. È stato anche per vari anni Adjunct Professor presso la School of of Biological, Biomedical and Molecular Sciences dell’Università del New England, in Australia. È autore di più di 300 articoli scientifici su riviste internazionali (con oltre 25.000 citazioni) e di alcuni libri a carattere divulgativo, il più recente dei quali, uscito per i tipi di Adelphi nel 2021, è “Pensieri della mosca con la testa storta”. Nel 2016 ha ottenuto il Premio internazionale Geoffroy Saint Hilaire per l’etologia e una laurea honoris causa dall’Università della Ruhr, in Germania. È Fellow della Royal Society of Biology. Oltre alla ricerca scientifica svolge un’intensa attività di divulgazione, collaborando con le pagine culturali di varie testate giornalistiche e riviste, quali il Sole 24 Ore, La Lettura, Prometeo e Le Scienze.
Mirko Garasic
I dilemmi morali
I dilemmi morali sono quelle situazioni in cui dobbiamo scegliere tra due opzioni di rilevanza morale. Ricordate il dilemma del carrello? È lecito per salvare cinque persone sacrificarne una?
Biografia
È ricercatore di tipo B in Filosofia Morale presso il Dipartimento di Scienze della Formazione – Università degli Studi Roma Tre. In passato ha insegnato Bioetica ed Etica Digitale presso la LUISS di Roma e Neuroetica alla Scuola IMT Alti Studi Lucca. I suoi principali temi di ricerca sono l’etica applicata, il potenziamento umano, la neuroetica, la biopolitica ed il consenso informato. Ha ricevuto vari premi nazionali ed internazionali, importanti fellowships come la Fulbright, l’Erasmus Mundus e la Golda Meir e svolto ricerca presso alcuni dei più prestigiosi centri al mondo per lo studio della bioetica, come lo Yale Interdisciplinary Center for Bioethics, lo Hastings Center, il Monash Bioethics Centre e l’Edmond J. Safra Center for Ethics. Ha pubblicato più di 50 contributi scientifici, tra cui saggi in riviste importanti come American Journal of Bioethics, BMC Medical Ethics, Medicine, Health Care, and Philosophy, Topoi, Biolaw Journal – Rivista di Biodiritto e Medicina e Morale. Il suo ultimo libro, Leviatano 4.0. Politica delle nuove tecnologie, è stato recentemente pubblicato dalla Luiss University Press.


Marco Celentano
Biografia
È professore associato di Filosofia morale e coordinatore della Scuola di Alta Formazione in Filosofia, Etica ed Etologia, presso l’Università di Cassino, membro del Konrad Lorenz Institute for Evolution and Cognition Research, della Società italiana di Etologia, della Società Italiana di Filosofia Morale. Tra i suoi ultimi libri: La produzione sociale del “gregario” nella Genealogia della morale di Nietzsche (ETS 2020), Critical Ethology and post-Anthropocentric Ethics (con Roberto Marchesini, Springer 2021)
Filippo Arrichiello
L’uso delle Brain Computer Interface per il controllo di robot assistivi
Le interfacce cervello-computer, o Brain Computer Interface, sono dispositivi realizzati per consentire ad una persona di comunicare con un computer utilizzando unicamente i segnali cerebrali. Le BCI difatti consentono di rilevare i segnali elettroencefalografici, di analizzarli tramite opportuni strumenti software, e di tradurli in comandi da dare ad un computer o ad un dispositivo esterno ad esempio per “comunicare con il pensiero”. Il progresso della ricerca nell’ambito delle neuroscienze, dell’informatica e della robotica può portare questi dispositivi ad essere utili strumenti di ausilio per persone con disabilità motorie per agevolarli nell’esecuzione autonoma di operazioni di vita quotidiana.
In questo intervento seminariale verranno mostrate alcune attività svolte presso l’Università di Cassino relative all’utilizzo di Brain Computer Interface per il controllo del movimento di robot assistivi (manipolatori o mobili), utilizzando diversi paradigmi di elaborazione dei segnali elettroencefalografici.
Biografia
È professore associato presso l’Universita degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Settore Scientifico Disciplinare: ING-INF/04 Automatica.
Area di ricerca: Robotica e controlli automatici.


Marco Fasoli
Chip nel cervello: miti e dilemmi delle neurotecnologie
Sempre più indossabili e pervasive, le nuove tecnologie sono giunte a interfacciarsi con uno dei sistemi più complessi oggi conosciuti: il cervello umano. Quale significato riveste questa conquista tecnologica? Quali paure fondate e quali infondate si accompagnano a questa nuova fase? L’incontro affronterà le neuro-tecnologie dalla prospettiva dell’etica e della filosofia della tecnologia, cercando di individuare gli elementi di continuità e discontinuità con gli artefatti tecnologici tradizionali e di descrivere i principali paradigmi teorici che ci possono aiutare a concettualizzare questo tipo di sistemi.
Biografia
È ricercatore (RTDA) presso il Dipartimento di Filosofia della Sapienza Università di Roma. Si occupa di filosofia della tecnologia e delle scienze cognitive, in particolare dei cosiddetti artefatti cognitivi e dell’impatto che le nuove tecnologie digitali hanno sul nostro benessere personale. Ha fondato il Digitale Responsabile, un progetto di divulgazione dedicato alla diffusione di un uso consapevole e responsabile delle nuove tecnologie digitali e allo sviluppo delle competenze digitali. Ha collaborato al progetto “Benessere Digitale Scuole” (cofinanziato da Fastweb e Bicocca) e alla nascita del centro di ricerca Benessere Digitale. Ha pubblicato articoli scientifici in diverse riviste nazionali e internazionali (tra cui Philosophy and Technology, Aphex, Minds and Machines, Sistemi Intelligenti, The Review of Philosophy and Psychology). Nel 2019 ha pubblicato per Il Mulino la monografia “Il benessere digitale”.
Guglielmo Tamburrini
Che fine ha fatto HAL ? Dal supercomputer di “2001 Odissea nello spazio” ai robot umanoidi.
Dopo aver toccato brevemente le relazioni tra cervello, reti neurali artificiali e IA, e dopo aver accennato alle caratteristiche dell’IA attuale che sono maggiormente legate alle questioni etiche, il relatore si soffermerà su problemi etici per l’IA che sono di portata globale, come la sostenibilità ambientale dell’IA e l’attuale corsa alla sua militarizzazione, anche nel settore del nucleare militare.
Biografia
È professore ordinario di filosofia della scienza e della tecnologia all’Università di Napoli Federico II. Coordinatore del primo progetto europeo sull’etica della robotica (Ethicbots, 2005-08), Premio Internazionale Giulio Preti nel 2014 per il suo lavoro didattico e di ricerca sull’etica della robotica e dell’intelligenza artificiale, è membro dell’ICRAC (International Committee for Robot Arms Control) e del Consiglio scientifico dell’USPID (Unione degli Scienziati per il Disarmo). È autore de l”Etica delle macchine. Dilemmi morali per la robotica e l’intelligenza artificiale” (Carocci, Roma, 2020) ed è uno dei curatori del volume “Automi e persone. Introduzione all’etica dell’intelligenza artificiale e della robotica” (Carocci, Roma, 2021).


Andrea Lavazza
Neurotecnologie e IA: applicazioni pratiche e nuovi diritti
Le neurotecnologie permettono grandi avanzamenti di conoscenza e di intervento positivo sul cervello umano. Creano però anche rischi per la privacy, la libertà di pensiero e l’integrità mentale. Per questo si propone di introdurre nuovi diritti umani legati alla tutela di questi valori. In Cile sono stati già inseriti nella Costituzione.
Biografia
È senior research fellow presso il Centro Universitario Internazionale di Arezzo. Insegna Neuroetica presso l’Università di Pavia e l’Università Statale di Milano. Tra i promotori in Italia della neuroetica, i suo interessi di ricerca si situano tra la filosofia morale e le scienze cognitive. Il suo lavoro più recente, curato con V. A. Sironi, è “Neuroetica” (Carocci).
Arianna Pozzi
“I sogni dentro i cassetti marciscono” dice Arianna Pozzi che a 15 anni ha creato la start up GAIA MY FRIEND, un’applicazione che attraverso un’innovativa intelligenza artificiale consiglia l’outfit perfetto da indossare in base ai gusti e alle emozioni dell’utente. Arianna è diventata imprenditrice tra i banchi del liceo posizionandosi tra i talenti europei under 30.


Stefano Zago
Come mantenere in forma il cervello e prevenire il declino cognitivo
L’invecchiamento comporta inevitabilmente una serie di involuzioni fisiologiche sul piano cerebrale, e conseguentemente di funzionamento cognitivo, oppure decadimenti cognitivi legati a vere e proprie patologie mediche in particolare neurodegenerative. La ricerca scientifica dimostra che è possibile non solo contrastare l’invecchiamento cognitivo mediante opportune tecniche di stimolazione cognitiva ma anche, secondo alcuni ricercatori, prevenire l’instaurarsi di un quadro di demenza. Il presente intervento intende fornire lo stato dell’arte circa tali aspetti.
Biografia
È Dirigente Psicologo I Livello – Neuropsicologo presso l’U.O.C. di Neurologia, IRCCS Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, Dipartimento di Neuroscienze e di Salute Mentale. Si occupa di valutazioni neuropsicologiche in pazienti con disturbi cognitivi didiversa eziologia con un particolare focus per il paziente anziano. È Professore a contratto di Neuropsicologia Clinica, Psicometria e Riabilitazione Cognitiva nell’Anziano presso l’Università degli studi di Milano, nonché professore a contratto presso la Scuola di Specialità in Neurologia sempre dell’Università degli Studi di Milano. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche in tema di neuropsicologia clinica.
Andrea Cangini
Coca Webb. Una generazione da salvare.
Il Web come la cocaina? Intere generazioni di adolescenti a rischio. “Stiamo creando una generazione di dementi digitali”. La prima conseguenza: deficit cognitivi. Gli adolescenti di oggi hanno un QI inferiore a quello dei loro padri e nonni. Se ne parlerà durante la presentazione del libro: “Coca Webb.Una generazione da salvare”


Vincenzo Formisano
Biografia
È professore Ordinario di Economia e Gestione delle imprese presso il Dipartimento di Economia e Giurisprudenza dell’Università di Cassino. E’ presidente del CUEIM (Consorzio Universitario di Economia industriale e Manageriale) È Presidente della Banca Popolare del Cassinate. Coordinatore di molti progetti di ricerca, è autore di numerose pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali.
Tra i suoi libri:“La pandemia da Covid-19: uno shock esogeno anche per le imprese. Lo stato dell’arte del dibattito scientifico in ottica manageriale”( in collaborazione con M. Fedeli, 2020), La sostenibilità nella creazione di valore condiviso, Ed. Scientifiche It.2012), Non-Knowledge Risk and Bank-Company Management: The Role of Intangibles in Rating Models (Palgrave Macmillan Studies in Banking and Financial Institutions) (English Edition) 1st ed. 2016

Agnese Pellegrini
Cibo e mente: l’alimentazione per il benessere individuale, globale e sostenibile.
Perché preferiamo i cibi dolci a quelli amari? Cosa ci spinge ad assumere più calorie di quelle necessarie al nostro fabbisogno giornaliero, facendosi così inevitabilmente aumentare di peso? Per quale ragione talvolta sentiamo un compulsivo bisogno di mangiare oppure viceversa siamo indotti a rifiutare di alimentarci? Una nuova scienza, la neurogastronomia, apre oggi nuove prospettive di ricerca e di comprensione in ambito nutrizionistico e medico. Il nostro cervello è programmato per mantenere un peso corporeo equilibrato, segnalando quando mangiare e quando smettere di farlo. Tuttavia i cibi dolci e grassi inducono alcuni di noi a mangiare in eccesso. Più ne abbiamo e più ne vogliamo: una sensazione di tipo compulsivo, simile a quella che si verifica nella dipendenza da droghe. .
Nell’ambito di un’alimentazione normale alcuni ormoni segnalano l’inizio e la fine del pasto. Gli ormoni della fame originanti dall’intestino allertano i circuiti dell’alimentazione nell’ipotalamo e stimolano i centri della ricompensa, quali l’area segmentale ventrale e lo striato, che aumentano il piacere associato al mangiare. Con il riempirsi dello stomaco e dell’intestino e la crescita del livello di nutrienti nel sangue, nell’ipotalamo e nei centri della ricompensa vengono liberati altri ormoni che sopprimono l’appetito e inibiscono il piacere rendendo il cibo meno desiderabile. Nell’iperalimentazione è la rete della ricompensa a prendere il comando. I cibi grassi e zuccherini inducono lo striato a produrre endorfine, le sostane cerebrali del benessere, e a rilasciare due specifici neurotrasmettitori, serotonina e dopamina, verso la corteccia prefrontale, l’area responsabile delle decisioni. In alcune persone queste azioni nella rete cerebrale della ricompensa causano obesità, prevalendo sui segnali ormonali che interrompono l’assunzione di cibo quando si è sazi. Ciò crea una forte motivazione per continuare a mangiare cibi con molte calorie nonostante vi sia la consapevolezza delle gravi conseguenze che ciò determina sulla salute. La neuroetica gastronomica suggerisce l’ineluttabile necessità odierna di prestare attenzione alla scelta di ciò che mangiamo (per una sostenibilità alimentare globale ormai indispensabile) e di imparare a prestare attenzione al modo con cui assumiamo i nutrienti (usare il mindfull eating per un maggiore benessere individuale, per superare alcuni disordini alimentari) in modo di avere sempre più un rapporto consapevole e sereno con il cibo.
Biografia
Agnese Pellegrini, giornalista del mensile di salute BenEssere (Gruppo editoriale San Paolo), è laureata in Storia Greca. Volontaria nelle carceri di Milano-Opera e Regina Coeli (Roma), si occupa di salute, alimentazione e medicina. Attualmente è responsabile comunicazione del progetto «Il Senso del pane» nel carcere di Opera.
Federico Zilio
Cervello in una vasca? Neurofilosofia e la teoria neuro-ecologica della coscienza
Cosa succederebbe se estraessimo il nostro cervello e lo immergessimo in una vasca cilindrica di vetro ricca di liquidi nutritivi che lo tengono in vita, e lo collegassimo con una serie di elettrodi, cavi e stimolatori a un supercomputer in grado di simulare una realtà virtuale identica al mondo esterno in cui quotidianamente viviamo? Quel cervello rimarrebbe cosciente senza corpo e senza mondo reale? E quel cervello saremmo noi? Per provare a rispondere a queste domande, le neuroscienze e una particolare branca della filosofia, la fenomenologia, ci possono venire in aiuto.
Da una parte, la fenomenologia ci mostra che la coscienza non è “inserita” o “collegata” al corpo, ma si manifesta propriamente attraverso il corpo, il quale funge da punto di orientamento del nostro essere coscienti all’interno di un ambiente spazio-temporale che è il mondo. Dall’altra parte, alcune recenti teorie neuroscientifiche propongono un modello neuro-ecologico del cervello inteso come necessariamente correlato al corpo e all’ambiente; in tal senso, l’interazione ambiente-corpo-cervello è considerata una predisposizione fondamentale per l’emergere della coscienza.
Tali ipotesi e idee verranno discusse e messe alla prova attraverso la presentazione di esperimenti mentali, riflessioni filosofiche e risultati neuroscientifici.
Biografia
Ricercatore presso il Dipartimento FISPPA (Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata) dell’Università degli Studi di Padova ed insegna Filosofia morale presso la stessa Università. È stato visiting scholar all’Università di Ottawa (Canada), presso il Mind, Brain Imaging and Neuroethics Research Unit del Royal’s Intitute of Mental Health Research, sotto la supervisione del prof. Northoff, con il quale collabora in ricerche di ambito neuroetico e neurofilosofico. È membro della Società Italiana di Filosofia Morale (SIFM) e della Società Italiana di Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze (SINe) e della International Neuroethics Society (INS). Nel 2020 ha pubblicato il libro “Consciousness and World. A Neurophilosophical and Neuroethical Account” (ETS, Pisa).


Giuseppe Pagnoni
La teoria della inferenza attiva di Karl Friston: come il cervello-mente conosce (e costruisce) il mondo
Come il cervello conosce il mondo: la memoria la percezione, il controllo motorio,
dipendono dal confronto tra le esperienze in corso e le aspettative formulate dal cervello. Una
teoria affascinante che potrebbe offrire un modello generale del funzionamento del cervello.
Biografia
È professore associato presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuroscienze dell’Università di Modena e Reggio Emilia, è docente nel master in “Mindfulness, pratica clinica e Neuroscienze” presso l’Università La Sapienza di Roma. E’ autore di molti lavori scientifici pubblicati su riviste di settore nazionali ed internazionali.
Gustavo Cevolani
Bias mentali e scelta razionale
Molto spesso, tutti noi ci troviamo a dover prendere decisioni in condizioni di grande incertezza, sulla base di informazioni parziali e spesso contraddittorie. Soprattutto in questi casi, prendere buone decisioni e fare scelte razionali è della massima importanza. Oggi sappiamo, da un campo della ricerca che studia il modo in cui ragioniamo e prendiamo decisioni, che la razionalità perfetta non esiste: come esseri umani, nessuno escluso, siamo tutti inconsapevolmente vittime di pregiudizi e di distorsioni mentali (i cosiddetti bias). Accade nella vita di tutti i giorni, quando ci troviamo a scegliere un prodotto sullo scaffale di un supermercato o a iscrivere a scuola i nostri figli, come anche – con ricadute potenzialmente molto più rilevanti – quando a prendere decisioni sono professionisti come medici e giudici. In questo intervento, usando piccoli esperimenti mentali ed esempi concreti, illustreremo i meccanismi più comuni di “errore” nel nostro ragionamento, le recenti ricerche in tema di bias cognitivi in settori cruciali della società come la sanità e i tribunali, e infine i possibili rimedi e correttivi.
Biografia
Gustavo Cevolani è professore associato di Logica e Filosofia della Scienza presso la Scuola IMT Alti Studi Lucca, dove tiene corsi di filosofia della scienza, ragionamento critico, teorie della razionalità e neuroetica. Si occupa dei problemi relativi all’analisi della razionalità e della conoscenza, con particolare attenzione alle decisioni razionali nel ragionamento scientifico e ordinario, alle nozioni di bias e illusione cognitiva e a questioni metodologiche delle scienze sociali e comportamentali. Su questi temi ha pubblicato tre libri e diversi articoli sulle maggiori riviste internazionali del settore.


Piergiorgio Donatelli
Che ne è del “progetto umanistico” in tempi di guerra
La tradizione morale che si è affermata in Occidente mette al centro della scena la libertà degli esseri umani di organizzare la loro vita in un contesto sociale in cui la sofferenza sia minimizzata, la convivenza garantita e facilitata dagli sviluppi della scienza e dalla cooperazione. Questo può definirsi progetto umanistico.
Biografia
È ordinario di Filosofia morale presso la Facoltà di Lettere e filosofia della Sapienza Università di Roma. È il direttore del Dipartimento di Filosofia. Il suo lavoro spazia dalla storia dell’etica all’etica teorica e alla filosofia contemporanea, dove ha esplorato i temi della soggettività e delle forme di vita. Ha proposto un’impostazione filosofica che rivisita la tradizione wittgensteiniana.
Ha tenuto lezioni e conferenze in molte università in Italia e all’estero.
Tra i suoi libri si ricordano: La filosofia e la vita etica (Einaudi, 2020); Il lato ordinario della vita. Filosofia ed esperienza comune (il Mulino, 2018); Etica. I classici, le teorie e le linee evolutive (Einaudi, 2015); Manieres d’être humain. Une autre philosophie morale (Vrin, 2015); La vita umana in prima persona (Laterza, 2012); Introduzione a Mill (Laterza, 2007); La filosofia morale (Laterza, 2001, II ed. 2012); Wittgenstein e l’etica (Laterza, 1998); Etica analitica. Analisi, teorie, applicazioni (con Eugenio Lecaldano, LED,1996).
Luisella Battaglia
L’etica della cura. Per una nuova idea di cittadinanza.
L’”etica della cura”: una risposta alle nuove emergenze, alle sfide inedite, agli eventi (la questione ambientale, la
pandemia, la guerra,..) che investono tutti i settori della nostra vita e ci lasciano smarriti.
Biografia
È stata Ordinario di Filosofia morale e di Bioetica presso l’Università di Genova e presso L’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Membro del Comitato Nazionale Per La Bioetica ha fondato l’Istituto Italiano di Bioetica di cui è direttrice scientifica. Tra le sue molte pubblicazioni: Una bioetica per i vulnerabili: il patto di cura (Carocci,2010), Un’etica per il mondo vivente (Carocci, 2010)


Massimo d’Orzi
Sabato 1 ottobre, ore 19.00, Teatro Manzoni
Proiezione del film “Bosnia Express”
Ispirato liberamente al libro di Luca Leone, un docufilm efficace e profondo che raccoglie nelle sue immagini una bellezza che è un approccio anche poetico all’esistenza.
Biografia
È regista, scrittore e produttore. Esordisce con Adisa o la storia dei mille anni (2004), nel 2009 scrive , dirige e produce Sàmara, nel 2010 realizza Ombre di luce, documentario ambientato all’interno dell’Universtà La Sapienza, nel 2011 con la co-regia di Paola Traverso realizza Ribell, nel 2016 scrive il romanzo Tempo imperfetto, che ottiene il premio speciale cinema&libri 2017, dal 2016 al 2020 e impegnato nella realizzazione del docufilm Bosnia –Express, uscito nelle sale italiane il 1 febbraio 2022. La sua produzione letteraria e cinematografica è sempre stata caratterizzata da un forte impegno sociale e politico.

Maria Venturella Romagnoli
Biografia
Istruttrice Certificata Mindfulness e Protocollo MBSR (Riduzione dello Stress Attraverso la Mindfulness) e insegnante di Lingue e Letterature straniere.
Elena Pittiglio
Biografia
Giornalista professionista. Dopo aver maturato una lunga esperienza in quotidiani, emittenti e radio locali per diversi anni ha svolto attività giornalistica presso uffici stampa istituzionali della provincia di Frosinone. Dal 2005 collabora con il quotidiano Il Messaggero Frosinone. Nel 2002 ha frequentato
il corso di consulente parlamentare alla Luiss Management di Roma. Docente presso diversi istituti comprensivi della Capitale.


Jessica Vettese
Biografia
Laureata in Biologia Marina con una tesi sul comportamento animale, a partire dal 2015 ha partecipato a eventi di divulgazione scientifica per diversi enti (Biochronicles, Sharper Night, Università Politecnica delle Marche, Festival della Scienza) ed è cofondatrice del canale Youtube SeavainOnda.
Antonella Petraccone
Biografia
Educator e collaboratrice delle scorse edizioni dei Convegni Cassinati di Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze.
